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Circoli Circoli

di Isabel Allende

Sono gli anni che seguono la morte della figlia Paula. Isabel Allende adotta la forma "diario" per fare la cronaca della famiglia, faticosamente riunita in California dal 1992 al 2006. I ricordi si intrecciano alle riflessioni sulla vita, sulla sua opera e sul mondo contemporaneo. Due leitmotiv danno coesione all'insieme: la relazione amorosa con il secondo marito Willie e l'ansia di costituire e difendere una grande tribù familiare. Con intelligenza e autoironia Isabel ci mostra le difficoltà di tenere insieme un clan variegatissimo e di dominarlo; in una sorta di messa a nudo delle proprie inclinazioni, ci dice che un'innata generosità può facilmente travalicare in esercizio di potere e controllo nelle altrui vite per modificarne il corso. Gli episodi teneri, burleschi si intrecciano a quelli tragicomici o drammatici e la narratrice esibisce una tolleranza imperturbabile per le passioni e un'intolleranza viscerale nei confronti dell'ingiustizia. Non mancano le acute riflessioni sull'incombere della terza età, sulle proprie debolezze, sulla fatica di sbagliare. Si esce dalla lettura con la sensazione di aver attraversato una grande galleria di ritratti familiari, di aver vissuto una cronaca di affetti che ci riguarda da vicino.

 

Edizione 1° anno 2008
Editore: Feltrinelli - Lingua: italiano - Collana: I narratori
Pagine: 315 - Traduttore: E. Liverani
ISBN: 9788807017421 - EAN:
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I giorni prima del dolore.
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Dopo essere stata colpita dall’immane dolore della perdita della figlia Paula, avvenuta nel 1992 a causa di una malattia ereditaria, la porfiria, Isabel Allende cerca, da donna coraggiosa ed appassionata qual è, di stabilire un legame che, travalicando la morte, possa farle sentire Paula ancora accanto, viva e presente. E lo fa scrivendo questo libro che si trova sospeso tra un diario intimo ed una autobiografia in cui racconta cosa è successo alla loro grande famiglia dopo la sua scomparsa.
Sullo sfondo della grande casa californiana in cui tutta la tribù allargata degli Allende vive, Isabel fa le parti di una matriarca intenta, con grande fatica, a riunire e proteggere le varie componenti familiari. La scrittrice si concede ai lettori con grande amore, nulla nascondendo delle sue angosce interiori, delle sue emozioni profonde, dei suoi rimpianti più struggenti, ma nel contempo, vestita di un’autoironia imperdibile, illuminando le pagine di ventate di ottimismo, di creatività e di gradevoli ed autentiche autocritiche, capaci di generare sincere correnti di empatia, tanto forti da dare l’impressione di ascoltare i racconti di una vecchia amica. Con tenacia Isabel è attenta ad ogni dinamica del suo clan: comprende, agisce, invade, si intromette, si preoccupa, gioisce e si addolora e come una grande “castellana” tiene in mano le redini della vita del secondo marito Willie e dei suoi sfortunati figli, del figlio Nico, di nuore, nipotini, fidanzate varie, parenti ed ex parenti, amiche, nonne, zii e persino di Ernest, vedovo di sua figlia Paula. Tutto conosce, tutto contiene, tutto regge, portando sempre dentro di sé il macigno doloroso del suo lutto che non le impedisce però di continuare a vivere una vita piena e ricca di spiritualità, di poesia, di grande coraggio. Dai suoi racconti che attraverso le parole dipingono immagini dense e suggestive arriva vibrante il senso della sua vita e il ritratto di una donna forte e nel contempo fragile, che ha capito che solo attraverso l’affetto e l’amore è possibile ritrovare se stessi nella condivisione della gioia e del dolore. E Paula è davvero, ancora, accanto a lei.





Scritta il 29/11/2008 alle 20.47 da Maristella  0 commenti
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